In giro a vendere cappotti, capani, giacche. Durante le fiere, in particolare nel periodo invernale, con vecchi camion in giro per l’Italia. Ecco come iniziò l’avventura dei cappottari a Martina Franca. Si facevano pochi cappotti e si vendevano per strada: “Più piccola era l’azienda, più era divertente”, racconta chi ha alle spalle oltre sessant’anni di lavoro nel campo. E quello che muoveva le macchine, e le mani, era la passione.

Il sistema non era come oggi. Si andava a Bari a comprare il tessuto, il migliore era il Tre Cimosa Rossa. Martina Franca era un paese di sarti e contadini, fino all’apertura dell’Italsider, che prosciugò, quasi, l’iniziativa privata. Tutto si faceva a mano, su misura e “una porta sì e una porta no” c’era un sarto.

I cappotti e le giacche venivano venduti in tutta Italia, dall’Abruzzo alla Calabria. Si arriva in un luogo, raccontano alcuni testimoni, e si apriva la “barracca” (o lo stand, come lo chiameremmo oggi) nella piazza principale del paese. Per gli abitanti era una festa, perché non c’erano così tanti negozi al dettaglio come ci sono oggi e l’arrivo dei cappottari martinesi sembrava fosse uno dei pochi modi per acquistare un nuovo capo. D’inverno le fiere, quindi, e nel resto dell’anno in giro, ambulanti di giacche e “capani”, esportatori della qualità dei laboratori della Valle d’Itria.

In giro per fiere e per piazze ultima modifica: 2014-05-05T09:35:22+00:00 da Ancona Group